Anasarco
Fonti
Ebbe nemico Nicocreonte, tiranno di Cipro. Una volta, durante un simposio, Alessandro gli chiese che cosa pensasse del convito e dicono che egli abbia risposto: "O re, tutto è magnifico, solo che doveva essere imbandita la testa di un satrapo", lanciando così il suo scherno su Nicocreonte. Il tiranno non dimenticò l'offesa e gli serbò rancore. Dopo la morte del re, Anassarco che si trovava in navigazione, contro la sua volontà fu costretto ad approdare a Cipro. Nicocreonte lo arrestò e, gettatolo in un mortaio, lo fece colpire con pestelli di ferro. Ma il filosofo, tenendo in non cale la vendetta che subiva, pronunciò la celebre frase: "Pesta pure il sacco di Anassarco, non pesti Anassarco". Allora Nicocreonte ordinò di tagliargli la lingua. Si dice che se la morse egli stesso e la sputò in faccia al tiranno.
Due persone, brandendo ciascuna un pestello, si avventano contro Anassarco, rappresentato come un vecchio barbuto che sta chino dentro un vaso decorato.
L'immagine delle Sorti è presa a rappresentare "un uomo in un mortaio" circondato da "altri uomini con pestelli di ferro" che "lo volessero pestare" (cfr. p. 260).
Codici Iconclass
- 31A534
- barba
- 31D16
- vecchio, anziano
- 31E
- morte dell'essere umano
- 47D8
- arnesi, sussidi, attrezzi ~ mestieri e industrie
- 49G831
- pestello e mortaio
- 56AA11
- impassibilità; 'Impassibilità' (Ripa)
Corrispondenze
Filosofi la cui immagine condivide un motivo con quella di Anasarco, su un totale di 50.